Tu sei qui: CronacaVelodromo, operazione antispaccio
Inserito da (admin), mercoledì 4 ottobre 2006 00:00:00
L'allarme spaccio "libero", partito nelle settimane scorse - quando nella zona del Velodromo, a pochi metri dal parco giostre, un ragazzino ha rischiato di pungersi con delle siringhe infette - ha scatenato la caccia anche a Sant'Arcangelo. Da giorni i Carabinieri della Stazione locale, diretta dal comandante Paolo Mannino, hanno puntato gli occhi su alcuni punti strategici della zona. Controlli a tappeto, pedinamenti, perquisizioni e fermi. Un blitz in piena regola, che ha rovinato la festa ad un gruppo di giovanissimi, acciuffati con un quantitativo minimo di hashish. Quanto basta per far scattare la segnalazione all'autorità giudiziaria quali consumatori abituali di droghe leggere.
Tutto è cominciato da alcune segnalazioni, pervenute ai militari di via Atenolfi, a cui hanno fatto seguito le denunce insistenti di alcuni residenti. I Carabinieri hanno avviato così i primi controlli. A quanto si apprende, Sant'Arcangelo, così come altre frazioni cavesi, sarebbero le nuove zone calde per gli incontri tra spacciatori e giovani consumatori. Lontano dagli sguardi indiscreti, i pusher avrebbero abbandonato il centro storico e privilegiato le zone periferiche. Per ora, l'operazione dei Carabinieri ha portato al fermo, commutato in denuncia, di alcuni giovani consumatori. Le indagini, però, continuano. L'attenzione degli investigatori è rivolta alle frazioni. Qualche settimana prima del blitz di Sant'Arcangelo, i Carabinieri arrestarono a Santa Lucia un giovane spacciatore mentre piazzava alcune dosi di hashish.
L'allarme lanciato dalle Forze dell'Ordine sul fenomeno dello spaccio tra i giovanissimi trovano conferma anche nelle parole dei cittadini. «È una vergogna - lamentano Anna ed Antonella, giovani madri, residenti nella zona limitrofa all'area di svago per i bambini - Portiamo i nostri figli alle giostrine per far trascorrere loro qualche ora di svago e ci troviamo a dover combattere tra mille rischi. Basti farsi un giro e notare che al di là di un muretto, proprio a pochi passi dalle giostre, c'è una discarica a cielo aperto». Certo, non è una novità di questi tempi, ma i rischi non sono solo quelli legati all'inquinamento ambientale. «Ormai non è più una sorpresa - continuano le due donne - dietro a quel muretto ci sono siringhe infette lasciate dai tossicomani, che si appartano con ogni probabilità di notte per bucarsi».
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