Tu sei qui: CronacaTumori femminili, nuovi orizzonti
Inserito da (admin), lunedì 9 luglio 2007 00:00:00
Resta l'arma più efficace per ridurre in maniera significativa la mortalità da cancro, soprattutto per i tumori che colpiscono le donne. Ed allora, perché la prevenzione secondaria, cioè la possibilità di individuare un tumore precocemente, è ancora una faccenda che riguarda una piccola percentuale dell'altra metà del cielo? Perché, tanto per fare un esempio, in Campania l'adesione allo screening mammografico si ferma al 20%? L'allarme di ricercatori, scienziati, operatori sanitari, si traduce in un pressante appello a mobilitarsi, a mettere in campo tutte le forze perché si arrivi ad una diffusione capillare di quelle analisi strumentali che consentono una diagnosi tempestiva.
E dunque, con lo slogan "Obiettivo Donna", l'associazione "I Riformismi", guidata da Vicente Barra, nella sede del Tennis Club e con il coordinamento scientifico di Giuseppe Frasci dell'Istituto Tumori di Napoli, ha messo a confronto esperti e rappresentanti istituzionali per delineare i «nuovi orizzonti nella prevenzione e cura dei tumori femminili», partendo da uno studio condotto proprio dall'istituto napoletano sul ritardo diagnostico nel cancro della mammella. Un'indagine effettuata nelle aree metropolitane di Salerno, Napoli e Bari ha evidenziato che, su 100 tumori diagnosticati, solo il 20% era stato scoperto con lo screening: un risultato opposto a quello rilevato da un'analoga analisi condotta negli Stati Uniti, dove gli esami strumentali fanno registrare una massiccia adesione.
Una situazione tanto più inaccettabile, si fa rilevare, se ci si libera da un luogo comune, e cioè che la diagnosi di cancro significa sempre una condanna a morte. Niente di più falso, si sottolinea, perché quanto più la diagnosi è precoce tanto più aumentano le possibilità di guarigione, soprattutto per alcuni tipi più frequenti, come il cancro della mammella, del polmone, dell'intestino, della prostata. Per il seno e l'utero, ad esempio, se la malattia è diagnosticata al primo stadio, le percentuali di guarigione superano il 90%. Su 946 donne operate al "Pascale" di Napoli tra il 1997 ed il 2000, per quelle che avevano un tumore fino a 2 cm, il tasso di guarigione superava il 90% e scendeva all'80% in quelle con tumore da 2 a 3 cm. Ed inoltre, si puntualizza, con le sofisticate tecniche di diagnostica per immagine, si possono individuare tumori anche di pochi millimetri, per cui le possibilità di sconfiggere il male sfiorano il 100%.
A questo, ricorda Giuseppe D'Aiuto, direttore del Dipartimento di Senologia del "Pascale", bisogna aggiungere le nuove tecniche di chirurgia intelligente, che rispettano molto di più l'estetica. Tecniche che si servono di un bisturi guidato da una sonda e che permettono un'incisione minima. E, sempre per il filone appunto intelligente, non vanno dimenticate anche le nuove terapie che mirano ad attaccare selettivamente le cellule tumorali. Ed ancora, un altro filone del tutto nuovo, a cui sta dando un forte contributo il "Pascale", quello della chemioterapia preoperatoria, che, sottolinea Giuseppe Frasci, dà la possibilità di valutarne l'efficacia e, quindi, anche l'opportunità di cambiare il trattamento laddove non funzioni, dando una chance in più alla donna di guarire. In questo panorama scientifico incoraggiante, la prevenzione secondaria assume un ruolo ancora più determinante.
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