Tu sei qui: CronacaTruffa alle farmacie, prime condanne
Inserito da Il Mattino (admin), giovedì 22 novembre 2001 00:00:00
Prime condanne nell'inchiesta sul mercato illegale degli anabolizzanti: un anno e 11mesi il massimo della pena, inflitta a uno dei tre imputati che hanno scelto di patteggiare; per altri tre, tra cui il consigliere provinciale Giovanni Zarrillo, il verdetto è atteso per febbraio. Acquistavano farmaci gonfia muscoli, prescritti con ricette rubate. Così truffavano le farmacie di Cava e Salerno, per poi rifornire i culturisti della zona. Ieri mattina il presidente del Tribunale Di Salerno Videtta ha accettato la richiesta di patteggiamento presentata da tre degli imputati coinvolti nell'affare muscoli «sporchi»: Guido Abate di Battipaglia, per lui la pena è stata confermata ad un anno e 3 mesi, più una multa di 700mila lire; Gaetano Tuffarelli, di Bellizzi, condannato ad un anno e 11 mesi; Gaetano Crucci, di Mercato San Severino, che dovrà scontare un anno e due mesi di carcere ed in più dovrà pagare una multa di 700mila lire. Gli altri tre imputati, che con loro dovevano rispondere dell'accusa di associazione a delinquere semplice (416), falso in certificazione, truffa e ricettazione - si tratta di Giovanni Zarrillo, all'epoca dei fatti campione mondiale di culturismo, oggi consigliere provinciale di Forza Italia (difeso dall'avvocato Alfonso Senatore), Sergio Tesauro (assistito dal legale Ripa) e Salvatore Minutolo - sono stati rinviati a giudizio. La prossima seduta è fissata per il 22 febbraio. Ed in attesa dei prossimi verdetti ieri si è data una prima risposta ad un lunga inchiesta, avviata circa dieci anni fa. Era il '92 e la procura di Salerno mise gli occhi su un giro di affari milionari: al centro dello scandalo un farmaco anabolizzante, Umatrophe, utilizzato illegalmente per gonfiare la massa muscolare in vista di gare per i campionati mondiali. Gli inquirenti ricostruirono l'intero mosaico. I sei, a diverso titolo - Truffarelli, secondo gli investigatori, rappresentava la mente, mentre Abate, Crucci, Tesauro, Minutilo sarebbero stati i suoi complice e Zarrillo, campione mondiale di culturismo, vestiva i panni anche di consumatore - avevano messo su una vera e propria organizzazione. Avevano rubato dei ricettari intestati a tre medici (Giuseppe Auricchio, Pasquale Tramonti e Domenico Vicinanza) e con ricette false si presentavano a tre farmacie: la Carleo di Cava (difesa dall'avvocato Giovanni Carleo), Grimaldi e Viola di Salerno (costituitesi parte civile, insieme alle vecchie Usl dove acquistavano il farmaco, per poi rivenderlo ad un prezzo di 100milalire ogni confezione).
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