Tu sei qui: CronacaRicordare per guardare al futuro
Inserito da Lucia Cocozza (admin), martedì 27 gennaio 2009 00:00:00
“Una mattinata per il recupero della nostra storia”, con queste parole stamattina, presso l'Aula Consiliare del Comune di Cava de'Tirreni, Franco Bruno Vitolo ha aperto una giornata importante, quella della memoria.
Molti gli ospiti “istituzionali” intervenuti, dal sindaco della città, Luigi Gravagnuolo, all'assessore alla Qualità dello Sviluppo e del Lavoro, Antonio Armenante, a quello della Qualità dell'Istruzione e dei Rapporti con l'Università, Daniele Fasano, ai quali si sono affiancati storici, come il professore Giuseppe Foscari, docente di Storia Moderna presso l'Università di Fisciano, e il professor Ubaldo Baldi, direttore della commissione scientifica dell'Istituto Galante Oliva(GIO).
Ma soprattutto c'erano loro, i reduci, persone che la guerra l'hanno vissuta e che l'esperienza della Resistenza l'hanno sperimentata sulla propria pelle.
Antonio Abate, Domenico Adinolfi, Antonio Troiano, Michele Siani hanno visto con i loro occhi gli orrori, i patimenti, gli stenti della guerra e quell'esperienza si è talmente radicata nelle loro coscienze da divenire un ricordo indelebile.
Oggi quel ricordo, che per lungo tempo è rimasto silenzioso o inascoltato, trova finalmente una voce nel libro della giornalista Patrizia Reso, “La storia ignorata. Cavesi partigiani, cavesi deportati”(Edizione Le terre del sole) , un testo che permette non solo di recuperare tanta storia sepolta nella storia, ma anche di riabilitare, attraverso testimonianze, il ruolo, sempre sottovalutato, del Sud nella lotta partigiana.
E non è un caso che il libro della Reso sia stato presentato proprio in una giornata in cui ci si propone non di commemorare il passato, ma di imparare da esso per evitare di ricadere , in futuro, negli stessi errori. “Non è una commemorazione, ma una lezione di vita” ha commentato l'assessore Fasano, al cui intervento ha fatto poi eco quello di Armenante per il quale il giorno della memoria è “il momento più adatto per prendere coscienza e capire quali sono i valori sui quali poggiare le nostre esistenze, così da evitare le brutture del passato. La memoria è un agire continuo”.
E sul ruolo e la funzione della memoria come monito per le generazioni future ha insistito anche il professor Giuseppe Foscari per il quale “incontri come questo servono a creare sinergie, nonché a far capire che la memoria non è solo ricordo, ma è soprattutto insegnamento”. Non a caso il Professor Foscari ha partecipato alla realizzazione del libro della Reso, curandone la prefazione, sottolineando come, proprio grazie alla riscoperta di queste micro-storie sia possibile “aprire nuove strada nell'indagine storica”, inaugurando la stagione di un revisionismo intelligente.
Punto, questo, sul quale è tornato e ha “calcato la mano” anche il professor Baldi per il quale la conservazione di documenti, e soprattutto la riscoperta di esperienze di vita, sono l'unico strumento per evitare quel revisionismo negativo, quel negazionismo che sembra aver contagiato la nostra società. “Quello della Reso non è un libro di storia, ma un libro di storie recuperate da armadi chiusi, grazie alle quali è possibile fendere il velo dell'oblio e del silenzio sulle vicende dei nostri compaesani”.
Parole condivise anche dal sindaco Gravagnuolo che ha voluto rimarcare come la manifestazione di oggi non sia “scaduta nella retorica, ma si sia tradotta in un momento di riflessione sul passato e soprattutto sul futuro”.
Insomma una celebrazione importante grazie alla quale si è potuto dare voce a tutti quelli che hanno contribuito a costruire la democrazia della quale possiamo godere, pagando, a volte con la loro stessa vita, la lotta per la libertà e per l'indipendenza.
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