Tu sei qui: CronacaQuaresima di carità per i "nostri" poveri
Inserito da Ufficio Stampa Caritas diocesana Amalfi-Cava (admin), mercoledì 25 febbraio 2009 00:00:00
La Caritas diocesana di Amalfi–Cava ha pensato per la Quaresima-Pasqua di Carità del 2009 di porre al centro dell’attenzione pastorale della comunità ecclesiale non i poveri che sono geograficamente lontani da noi, ma quelli che vivono quotidianamente la propria sofferenza a pochi passi da noi, ovvero i poveri nei confronti dei quali capita più facilmente di essere indifferenti, forse perché semplicemente presi dall’affanno della nostra routine.
Tutto ciò non è frutto del caso, ma parte da una scelta ben precisa che va al nucleo fondamentale del nostro essere cristiani, scelta sintetizzata nella frase "Incontriamo Cristo nei poveri" del Centro di Ascolto, che ben stigmatizza il messaggio che come ufficio pastorale vogliamo diffondere sul nostro territorio in questa Quaresima.
Sono infatti soprattutto i poveri delle nostre realtà, delle nostre città, dei nostri quartieri, dei nostri palazzi, nella nostra stessa famiglia, a darci la possibilità del cambiamento, essi sono il pretesto della nostra conversione che è proprio lo scopo di tutto il periodo quaresimale. E’ attraverso essi che Cristo ci invita a metterci in discussione, sono essi che possono generare in noi quella crisi (dal greco Krisis che significa scelta, determinazione) capace di rompere l’equilibrio del nostro egoismo e finalizzato a creare quel cambiamento verso un livello qualitativamente più alto di vita che è caratterizzata dalla fede.
Ma da questo incontro a trarre benefici sono gli stessi poveri, desiderosi nella loro vita di una testimonianza autentica della presenza di Cristo e del suo amore. E’ proprio del resto questo che si propone il Centro d’Ascolto della Caritas con la sua presenza di fronte alla difficoltà della gente che lo interpella. Il Centro è il luogo privilegiato in cui si intessono relazioni con i poveri, maestri e pulpito del parlare e dell’agire di ogni Caritas.
Tale luogo fa innanzitutto dell’ascolto il modo proprio di porsi a servizio del prossimo, quell’atteggiamento attraverso cui ci si relaziona all’altro desideroso di far sentire la sua voce a qualcuno. Dall’ascolto e dall’accoglienza della persona conseguono poi altre funzioni specifiche, che vanno dalla presa in carico delle sofferenze delle persone, all’orientamento, all’accompagnamento nel percorso di superamento del disagio temporaneo, ad un coinvolgimento nella comunità cristiana ed una prima risposta per i bisogni più urgenti.
Proprio l’importanza che il Centro d’Ascolto ha nel promuovere, riconoscere e valorizzare la dignità delle persone che ad esso si rivolgono, giustifica in questa Quaresima il sostegno ai suoi interventi da parte delle Parrocchie, le quali potranno mettere a disposizione parte delle loro collette per garantire il funzionamento di questa “porta aperta” per chi ha bisogno di aiuto, Parrocchie che potranno anche sostenere le relative azioni delle Caritas parrocchiali per il sostegno di interventi nella stessa realtà locale.
L’attenzione per i poveri delle nostre realtà parte, comunque, anche da considerazioni pratiche, da previsioni che sono di per sé motivo di preoccupazione per i prossimi mesi, perché collegate all’imperversare della crisi economica partita dalle sponde americane che si sta spostando man mano sui nostri territori, crisi che potrebbe fra qualche mese porre di fronte allo spettro della povertà nuove fasce di popolazione, che negli anni passati avevano uno stile di vita in linea con i normali consumi propri di una società occidentale.
Per essere più attinenti alla nostra realtà diocesana, si tenga conto che già a fine anno 2007 emerse un dato non certamente positivo sul nostro territorio diocesano, con il 4,88% delle famiglie dell’intera comunità che aveva richiesto alla Regione Campania il reddito di cittadinanza sulla base della l. reg. n. 2/2004, perché aventi un reddito inferiore a 5000 euro annui; nell’anno 2008 un numero maggiore di famiglie ha interpellato il nostro Centro d’Ascolto e le singole Parrocchie perché aventi un reddito inadeguato.
Viste queste premesse di crisi, lo stile di vita, le abitudini che difficilmente si modificano, è facile prevedere un incremento di nuovi poveri con reddito inadeguato. Come Ufficio pastorale vogliamo semplicemente rilanciare in questo periodo uno stile di vita sobrio, dai consumi giusti e consapevoli, attento ai bisogni necessari, che serva a scongiurare il fenomeno di impoverimento economico di famiglie e di persone.
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