Tu sei qui: CronacaPiano ospedaliero, ritorno al passato
Inserito da (admin), venerdì 25 maggio 2007 00:00:00
Solo una firma: è quanto manca per rendere ufficiale il nuovo atto aziendale dell'Asl Sa1, che indica la futura mappa della sanità ospedaliera e territoriale dei Comuni di Cava, dell'Agro nocerino-sarnese e della Costiera Amalfitana. È attesa, infatti, in queste ore la firma del direttore generale Giovanni Russo in calce alla delibera (già pronta ed accantonata per impegni istituzionali del manager nei giorni scorsi a Roma) che sancisce l'approvazione ufficiale del nuovo atto aziendale. L'atto ha ricevuto l'ok (sia pur travagliato) della conferenza dei sindaci prima e dei rappresentanti sindacali dei medici poi. La parola ora passa alla Regione.
L'intera documentazione sarà inviata all'assessorato regionale alla Sanità per le dovute valutazioni e controlli. Tempo una ventina di giorni e l'assessorato competente emetterà un primo "verdetto" condizionante per l'eventuale adozione. Solo se il responso sarà positivo si procederà alla votazione; in caso contrario, l'atto ritornerà negli uffici della direzione dell'Asl Sa1 per eventuali rettifiche.
In pratica, le novità contenute nel documento sono sintetizzabili in tre punti. Il primo prevede il ridimensionamento dei dipartimenti e della figura del capodipartimento. Sulla carta i dipartimenti continueranno ad esistere e rappresenteranno il coordinamento tra unità operative (vecchi reparti) dello stesso ramo ospedaliero nei diversi ospedali. La seconda novità riguarda il presidio unico degli ospedali delle Tre Valli, struttura fino a qualche tempo fa diretta da Alfonso Giordano. Il nuovo atto prevede l'eliminazione di questa sovrastruttura ed il ritorno a 5 presidi, con altrettante direzioni sanitarie autonome. Sarà rivalutato il ruolo del direttore sanitario dell'Asl Sa1, che avrà il compito di gestire le risorse da assegnare a ciascuno dei presidi. Altro punto riguarda il territorio e la medicina territoriale.
Il documento esclude altre sovrastrutture afferenti alla medicina di base e fasce deboli. Queste strutture saranno eliminate. Le competenze saranno trasferite ai direttori di distretto e coordinate dal direttore sanitario dell'Asl Sa1. Una controriforma e conseguente ritorno al passato. Come si è detto, saranno cancellati i dipartimenti (le cui funzioni saranno limitate ad un coordinamento dei protocolli operativi), che non avranno più autonomia gestionale in termini di spesa. Sarà eliminato il presidio unico delle Tre Valli, con accentramento dei poteri ai singoli presidi ospedalieri ed ai rispettivi direttori sanitari. Ma non solo. Le strutture intermedie di dirigenza della medicina di base e delle fasce deboli saranno vittime illustri dei tagli annunciati.
La riforma dell'organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali era già stata annunciata nel corso di un incontro tenutosi nell'autunno scorso tra i dirigenti dell'Asl Sa1 ed i dirigenti medici del "Santa Maria dell'Olmo". Il documento rappresenta una griglia-guida per tagliare le strutture intermedie (dipartimenti), eliminare gli sprechi e raggiungere i risparmi dettati dalle nuove linee guida: in una parola, austerità. Non mancano le lamentele dei sindaci dei rispettivi Comuni, preoccupati delle inevitabili ripercussioni sui servizi offerti alla cittadinanza. Da un punto di vista meramente dirigenziale, il nuovo atto determina, di fatto, un rafforzamento del ruolo dei direttori sanitari degli ospedali e dei distretti e della stessa Asl Sa1.
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