Tu sei qui: CronacaMorte in clinica, sospetti sull'anestetico
Inserito da (admin), martedì 10 giugno 2008 00:00:00
Si conosceranno solo fra 60 giorni i risultati completi dell'autopsia, avviata ieri pomeriggio al cimitero cittadino, su Eugenio Nunziante Giliberti, l'imprenditore 52enne, originario di Solofra, morto mercoledì scorso alla Clinica Ruggiero a seguito di complicanze sopraggiunte per un intervento di impiantologia ossea, cioè la ricostruzione di una corona della dentatura. Dalle prime indiscrezioni trapelate, risulta confermata tra le ipotesi di morte una reazione all'anestesia. Gli esami ed i prelievi eseguiti dal medico legale Giuseppe Consalvo (nominato dalla Procura di Salerno) pare si siano soffermati sull'aspetto anestesiologico dell'intervento ed in particolare su un'eventuale reazione anomala. A conferma di questa indicazione, la scelta del medico legale di avvalersi della consulenza di un perito anestesista.
Da stabilire ora se il decesso sia avvenuto per una complicanza o se c'è responsabilità nelle modalità e sui tempi con cui l'equipe cavese (il dentista di Nocera Inferiore, l'anestesista, l'infermiere ed altri due medici ora indagati) hanno eseguito l'intervento e poi le manovre di rianimazione. All'esame autoptico, durato tre ore, ha assistito anche il perito Paolo Piciocchi, nominato da parte civile, rappresentata dall'avv. Alberico Villani, legale della famiglia Giliberti. I primi risultati potrebbero portare a nuovi sviluppi nell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Rocco Alfano. Gli agenti del Commissariato di Polizia, diretti dal vicequestore Pietro Caserta, che stanno seguendo le indagini sin dalle sue prime battute, potranno essere chiamati a recapitare nuove notifiche.
Al momento risultano indagate 5 persone: il chirurgo nonché dentista di Nocera Inferiore, R.D.S., che aveva in cura Giliberti da tempo, e l'anestesista. I due sono stati già ascoltati dagli agenti. Con loro altri tre sanitari dell'equipe che ha eseguito l'intervento, come indicato nei documenti sequestrati dalla Procura. Gli inquirenti cercano di ricostruire i tempi e le modalità con cui è stata eseguita l'operazione. Resta da chiarire la scelta dell'anestesia totale e se in clinica era garantita la presenza di un rianimatore. Secondo il racconto dei familiari, l'intervento doveva durare due ore. Ed invece, dopo ben 5 ore di attesa, l'amara notizia di una complicazione. Poi quei minuti concitati con la corsa in ospedale a bordo di un'ambulanza non medicalizzata (cioè senza presenza dei medici e senza farmaci salvavita) predisposta per il trasporto infermi. Solo questa mattina la salma di Eugenio Giliberti farà il suo ultimo viaggio par raggiungere Solofra, dove saranno celebrati i funerali.
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