Tu sei qui: CronacaMorte Carrano, al via il processo
Inserito da (admin), giovedì 29 marzo 2007 00:00:00
Nell'aula del tribunale ha ricostruito, attimo dopo attimo, quella terribile aggressione: prima gli spintoni, poi un pugno, infine una testata. Giovanni Palma ha riconosciuto nelle foto scattate dagli inquirenti il cortile del palazzo dove quella terribile mattina suo suocero, Agnello Carrano, perse la vita. È iniziato così, martedì scorso, davanti alla Corte d'Assise, il processo che vede imputato Giuseppe Donnarumma, il 28enne di Sarno, residente a Vietri sul Mare, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Agnello Carrano, intervenuto per difendere il genero, Giovanni Palma, durante una lite scoppiata per un'auto parcheggiata in divieto di sosta.
Accorata, ma precisa e dettagliata, la ricostruzione fornita in aula da Giovanni Palma (assistito dagli avvocati Alfonso e Marco Senatore). Palma ha ripercorso attimo dopo attimo quella mattina, soffermandosi sull'aggressione avvenuta sotto il portone di casa. Il suo racconto risulta conforme alle ricostruzioni fornite dagli inquirenti e ripetute dai tre agenti di Polizia ascoltati in aula. Palma ha inoltre riconosciuto i luoghi ritratti nelle foto ed il volto di Donnarumma. La straziante storia di Agnello Carrano colpì l'intera città, conquistando anche la ribalta nazionale.
Quella terribile mattina Giovanni Palma, genero della povera vittima, aveva parcheggiato l'auto nell'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore in un'area riservata, per sottoporsi ad un ciclo di terapie. Poco dopo, secondo la ricostruzione della Polizia, sarebbe uscito dall'ospedale, ma non avrebbe ritrovato la sua auto. Alcuni passanti gli avrebbero riferito che la vettura era stata prelevata dal carro attrezzi e trasportata nel deposito autorimessa della ditta di Nocera Inferiore, la Real Spa. A quel punto Giovanni decide di andare a parlare con il proprietario, ma al suo posto trova due dipendenti. Prende l'auto senza pagare, perché - come racconterà - non aveva con sé tutta la cifra richiesta, circa 35 euro, e li invita a prendere nota delle sue generalità ed a recapitargli la multa a casa.
Giovanni torna in città. Nel suo alloggio, al Palazzo Coppola, in Corso Umberto I, squilla il citofono. Sono i due aggressori. Davanti al portone di casa inizia una vibrante discussione: vola qualche ceffone. Il suocero Agnello, a casa della figlia per pranzo, si precipita in strada per fare da paciere. Viene colpito dall'aggressore e batte la testa sul marciapiedi. Un colpo fatale, che lo uccide.
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