Tu sei qui: CronacaLolita ed Antonietta donne dell'anno
Inserito da (admin), venerdì 12 ottobre 2007 00:00:00
Ogni sera Antonietta, prima di dormire, legge una pagina della Bibbia: "Buonanotte". Lolita, prima di chiudere i suoi occhioni azzurri, "scrive" qualche riga. Domani si ricomincia: allenamenti faticosi per l'angelo del salto in alto e la sfida quotidiana, trovare forza e voglia di vivere, per l'ex insegnante di danza classica. Sono le donne dell'anno 2007, premiate dall'Asdapa (Associazione Salernitana Donne Arti Professioni e Affari) nell'ambito della III edizione della manifestazione "Città delle Donne".
Lolita D'Arienzo, ex insegnante di danza classica, da 10 anni colpita da Sla (sclerosi laterale amiotrofica), promotrice di una battaglia per la vita che le ha consentito di ottenere il sintetizzatore vocale, ed Antonietta Di Martino, primatista italiana e neo vincitrice della medaglia d'argento ai Mondiali di Osaka. Sono le due donne simbolo della provincia di Salerno. Entrambe cavesi doc, icone del coraggio, brave e toste. Professioniste, dotate di una straordinaria carica umana, hanno superato gli ostacoli della vita.
«Siamo molto felici di ritirare questo premio - ha detto la prof.ssa Maria Rosaria D'Arienzo, sorella di Lolita, domenica scorsa alla premiazione al "Teatro delle Arti" di Salerno - Pensavamo che Lola fosse premiata nell'ambito della sezione danza, invece la targa, e soprattutto la motivazione, dicono altro. Lolita è stata premiata per il suo coraggio, come simbolo delle donne che combattono per la vita. Spero che gli organizzatori possano esaudire il desiderio di Lolita e farle recapitare la lettera di motivazioni». Dopo 10 anni di sofferenza, la malattia, la lontananza forzata dal figlio e dalla sua passione, la danza, lo scorso 3 agosto Lolita è ritornata a parlare. La voce è quella artificiale riprodotta dal computer, che legge le parole sullo schermo, ma la volontà ed i pensieri, soprattutto il cuore, sono di Lolita D'Arienzo.
L'ex insegnante, costretta da anni in un muro di silenzio, rotto solo dal movimento degli occhi, ha vinto la sua sfida per la vita. Costretta in un letto, non si è arresa. Prima del sintetizzatore ha sempre cercato di comunicare i suoi pensieri e le sue idee scrivendo poesie e lettere, aiutata dai parenti che traducevano i movimenti delle palpebre. Poi ha cercato con tutte le sue forze quell'apparecchio che le avrebbe regalato di nuovo la voce, anche se artificiale. Una conquista significativa, «perché se non è concessa la morte - riferiscono i familiari - si deve garantire la dignità di vivere».
Sensibili e forti. Anche Antonietta Di Martino, al vertice dell'atletica mondiale, ha vinto tante sfide e superato estenuanti prove. Infortuni, disagi che avrebbero piegato chiunque. Con la forza della fede, l'aiuto dei cari e dei suoi angeli custodi (come chiama l'allenatore ed i medici e fisioterapisti che l'hanno curata), è ritornata in pista, più forte di prima. Lo scorso 2 settembre anche Antonietta ha vinto la sua sfida, volando in alto e vincendo la medaglia d'argento.
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