Tu sei qui: Cronaca‘Lady eroina' arrestata all'aeroporto di Napoli
Inserito da (admin), lunedì 18 agosto 2003 00:00:00
Prima di arrivare a Napoli, allo scalo aeroportuale di Capodichino, per eludere i controlli delle Forze dell'Ordine aveva ingerito due ovuli contenenti droga, al cui interno c'erano 500 grammi di eroina. A tradire Andreina Afeltra, 33 anni, nata a Nocera Inferiore, ma residente a Cava de' Tirreni, è stato un certo nervosismo, che i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, diretti dal colonnello Raffaele Romano, hanno subito avvertito. Senza esitare un solo istante, gli uomini delle "Fiamme Gialle" hanno bloccato la donna. Insospettabile e, forse, inesperta. Una scelta strana da parte dell'organizzazione di spacciatori che l'ha reclutata, considerato che il ruolo di "corriere della droga" viene di solito affidato a persone già esperte. Andreina era, invece, una principiante, assoldata da spacciatori dell'hinterland napoletano per portare a destinazione la "merce". All'inizio sicura di sé, la donna si è poi lasciata vincere dall'emozione. A Napoli era giunta con un volo proveniente da Amsterdam, fasciata in un rigoroso tailleur blu elettrico, con tanto di borsa 24 ore. Un look da manager, insomma, per confondere le idee a chi fosse stato attirato dalla sua presenza. L'obiettivo era di portare a termine, a qualsiasi costo, il compito assegnatole: far giungere a destinazione l'ingente quantitativo di eroina, già pronto per essere smistato in zone precise, su specifica commissione delle locali centrali di spaccio. Il meccanismo era ben congegnato. Immagine dell'insospettabile corriere ben curata, tempi e momenti cronometrati a regola d'arte. Qualcosa, però, alla fine non ha funzionato, malgrado il "nascondiglio" scelto dalla signora fosse tra i più impensabili. Nessuna resistenza di fronte alle divise. Andreina, già in preda a nervosismo, ha cercato di controllarsi ed ha anche tentato di allontanare gli agenti, cortesemente, con un sorriso. Ma i militari delle "Fiamme Gialle" non hanno mollato la preda e con altrettanto garbo le hanno chiesto: «Ci segua, signora». Accompagnata in auto all'ospedale di San Giovanni Bosco e sottoposta a radiografia, la spacciatrice metelliana è stata incastrata senza scampo. Gli esami, infatti, hanno rivelato con chiarezza la presenza nel suo addome dei due ovuli contenenti la droga. All'aeroporto aveva tentato di confondersi tra il flusso di turisti, per riuscire ad introdurre l'eroina in Italia. Ma l'agitazione, irrefrenabile, è stata fatale. Per lei sono scattate le manette, con l'accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Condotta alla Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, Andreina Afeltra ora rischia fino a 20 anni di reclusione. Dalle sue testimonianze, gli agenti intendono risalire alla vasta rete di spaccio collegata con il traffico internazionale di droga.
I SEGRETI DI "LADY EROINA"
E' sempre stata una ragazza "fuori dagli schemi". Cinema e musica rock nel suo passato. L'ex marito, intanto, sottolinea la sua estraneità ai fatti
Chi conosce Andreina la descrive come una ragazza "fuori dagli schemi". Sposatasi con Alessandro L. (figlio di un maestro elementare, oggi titolare di una scuola privata), madre di una bimba, non ha mai abbandonato la sua passione per l'arte. Andreina si era cimentata come attrice in un cortometraggio, con cui aveva partecipato a diverse rassegne cinematografiche. Risale a qualche anno fa la decisione di far parte di un gruppo di musica rock, per dare sfogo alla sua passione per il ballo ed il canto. Qualche anno in più, dicono di lei i vicini, ma sempre pronta a sorprendere con i suoi look alternativi: «Andreina è sempre stata un'artista». I suoi amici hanno accolto con grande stupore la notizia del suo arresto. Intanto, l'ex marito della giovane interviene sulla vicenda per sottolineare la propria estraneità ai fatti. In particolare, precisa di aver avviato causa di divorzio già da alcuni anni. L'uomo, infatti, ha raccontato di essersi separato da Andreina ormai da tre anni. É intenzione del giovane preservare il buon nome della sua famiglia, nota in città, e smentire qualsiasi legame odierno con la donna, oggi accusata di spaccio di sostanze stupefacenti.
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