Tu sei qui: CronacaIn mostra gli scritti di Matteo Della Corte
Inserito da Il Mattino (admin), mercoledì 5 dicembre 2001 00:00:00
Cava ricorda uno dei suoi figli che tanto lustro le ha dato: Matteo Della Corte, l'archeologo ed epigrafista pompeiano. E lo fa attraverso la presentazione ad opera dell'Ispettore del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Agnello Baldi, di un catalogo bio-bibliografico redatto da Filomena Ugliano. Nella serata, infatti, sarà inaugurata presso la Biblioteca comunale una mostra bibliografica, con il professor Franco Bruno Vitolo in qualità di coordinatore della serata. Già nel centenario della sua nascita, Baldi, nella prefazione del libro «I giorni e le opere di Matteo Della Corte» di Michele Grieco, scrisse: «Intorno alla figura di acuto ricercatore, segregato in una sua accigliata e pur simpatica epicurea solitudine di archeologo anacoreta, dimidiato tra le assidue ricognizioni nella città morta, fatta viva per lui, e le cure del suo orticello, è germogliata una vera e propria leggenda».
Le opere
Cava non ha dimenticato uno dei suoi figli migliori, che, unitamente a Mario Violante, Giuseppe Trezza, Raffaele Baldi, Marco e Francesco Galdi, rese la valle metelliana un punto di riferimento per la cultura. E Matteo Della Corte, con le sue opere di alto valore scientifico e con il continuo interrogare e leggere le pietre, divenne il «più pompeiano dei pompeanisti». Grande fu l'eco nel mondo scientifico quando entrò a far parte dell'Istituto archeologico Germanico, con l'opera il Nuovissimo supplemento al Volume IV del Corpus Iscriptiorum Latinarum, edito a Berlino. La mostra presenta le opere del maestro e gli scritti su Matteo Della Corte. In essi si evidenziano i suoi grandi amori: la moglie Anna, Pompei e la sua città. Grandi amori che furono il filo conduttore di una lunga e vibrante vita. Ancora oggi in città sono vivi la sua figura, il suo caratteristico opporsi, le sue passioni: la vallata metelliana, le sue divagazioni intorno alla caccia ai colombi, la festa di Castello, lo sparo dei fuochi pirotecnici, la Basilica della Madonna dell'Olmo, i suoi nipoti e pronipoti, gli amici di sempre che hanno accompagnato le ore della sua laboriosa vecchiaia. «L'uomo che ha fatto tornare alla luce tutta la vita cittadina dell'antica Pompei, rimasta muta per tanti secoli - afferma il sindaco Alfredo Messina - è una fulgida testimonianza di virtù e di sapienza». E le opere "Amori ed Amanti di Pompei antica", "Case ed abitanti di Pompei", "I cristiani a Pompei" e tante altre fanno mostra di sé negli scaffali, illustrando la fatica e l'amore di un grande archeologo ed epigrafista. La mostra, inaugurata stasera, rimarrà successivamente aperta dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 tutti i giorni, eccetto la domenica, per permettere a tutti di poter ammirare le opere del tanto stimato storico metelliano.
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