Tu sei qui: CronacaIl sindaco crede nel dialogo
Inserito da (admin), martedì 5 febbraio 2008 00:00:00
È un lunedì nero. Le notizie da Verona lo rattristano. È in continuo contatto con la Questura e la Prefettura di Verona e Salerno. Vuol comprendere fino in fondo cosa è successo. Gli incidenti al "Bentegodi" di Verona con gli 8 arresti: sindaco, un colpo a sorpresa? «Sotto molti aspetti sì. Negli ultimi due anni la tifoseria aquilotta aveva dimostrato notevole senso di responsabilità, tanto da convincere anche l'Osservatorio Nazionale a cancellarla dalla lista delle tifoserie più aggressive. Purtroppo, in un processo di crescita si fanno tanti passi in avanti, ma c'è sempre qualche passo indietro, che sembra pregiudicare tutto. L'errore è gettare la spugna e dire "ma chi ce lo fa fare", abbandonando questi giovani a se stessi. Io non lo farò, continuerò a dialogare con gli ultrà, nella chiarezza delle posizioni».
Sulla dinamica degli incidenti i tifosi danno versioni diverse da quelle ufficiali. Lei ha ricostruito la vicenda? «No, anche io ho versioni diverse. Secondo i tifosi c'era un gruppo di loro in possesso di biglietti, ma non di documento di identità. Di fronte a questa "irregolarità" ci sarebbe stata una chiusura totale da parte delle Forze dell'Ordine, così aspra da provocare gli incidenti. Secondo la Questura le cose sono andate diversamente. Sarebbero stati un centinaio i tifosi cavesi privi del tutto di biglietto. A costoro non sarebbe stato concesso di entrare nello stadio. Questi stessi ultrà avrebbero, quindi, cercato di forzare i cancelli, subendo le cariche della Polizia. A questo punto quelli che erano entrati sono accorsi dall'interno per dare manforte a quelli che erano fuori, caricando gli steward del Verona e gli agenti con cinghie, spray urticanti e materiale ricavato dai bagni della Curva distrutti. Certo, il questore di Verona, Merolla, ex questore di Salerno, conosce molto bene il nostro territorio e ne ha un ottimo ricordo. Non aveva nessun motivo per ordinare provocazioni verso i nostri tifosi. Ora a giudicare saranno i magistrati».
Ma allora, perché questi scontri? «Forse la tradizionale vicinanza dei nostri ultrà a quelli del Napoli, notoriamente nemici giurati dei veronesi; l'impreparazione dei nostri tifosi di fronte ad un'organizzazione del servizio d'ordine da stadio da serie A, qual è il "Bentegodi"; forse una certa eccitazione generale per l'importanza della trasferta. Sta di fatto che sono accaduti episodi gravi».
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