Tu sei qui: CronacaGeriatria, battaglia per la riapertura
Inserito da (admin), lunedì 21 maggio 2007 00:00:00
Prima il trasloco forzato nella sede distaccata di Pregiato, poi la chiusura definitiva del reparto di Geriatria senza un'alternativa, se non quella di trasferte disagevoli ed onerose per i parenti dei malati ultra60enni, anche perché l'attivazione, prevista dalla legge, di strutture specializzate per l'assistenza di pazienti anziani non autosufficienti, meglio definite come Rsa, è rimasta ancora su carta. E' iniziata così da qualche mese una vera e propria battaglia, intrapresa da un "comitato spontaneo" per la riapertura del reparto di Geriatria, firmatario di una dettagliata petizione inviata al sindaco Gravagnuolo.
Al centro della sottoscrizione ci sarebbe la necessità di riassegnare posti letto al dipartimento destinato alla cura di pazienti acuti e cronici. «L'allora primario, dott.ssa Mirella Galdo, encomiabile sotto il profilo professionale ed umano, ha visto prima trasferire la sua divisione nella sede di Pregiato e poi la chiusura del reparto. Oggi, infatti, i malati geriatrici vengono appoggiati in altri reparti a seconda della patologia (vedi medicina, endocrinologia, cardiologia), mentre per i malati cronici è attiva l'assistenza domiciliare integrata».
Una delle promotrici della campagna per la riapertura della Geriatria è la signora Maria Forte, ex assessore all'Istruzione della passata Giunta Abbro, da sempre impegnata nella lotta a difesa dei più deboli. Conclusa ed inviata la petizione, la signora Forte sta vivendo sulla propria pelle i disagi conseguenti alla chiusura del reparto ed alla mancanza di una valida alternativa in città. «In questi giorni, pur essendo anziana - scrive la signora in una missiva inviata al sindaco, al direttore generale dell'Asl Sa1, Giovanni Russo, ed al direttore sanitario dell'Asl Sa1, Vincenzo Raiola - per assistere mia cognata di 90 anni, malata terminale, sono costretta a portarmi presso il reparto di lungo degenza dell'ospedale di Curteri a Mercato San Severino, sottoponendomi ogni giorno al viaggio ed alla sosta al capezzale della mia anziana cognata non autosufficiente».
Una situazione di dolore e sofferenza aggravata dai disagi per un'assistenza garantita solo secondo modi e tempi del tutto incompatibili con i soggetti, data l'età, che dovrebbero usufruire dei servizi sanitari. «Sollecito dunque l'attenzione della direzione dell'Asl Sa1 e del sindaco Gravagnuolo sulla necessità di riassegnare posti letto ospedalieri per la Geriatria, come abbiamo già richiesto con la petizione popolare di cui sono promotrice e firmataria». Nelle prossime ore potrebbe arrivare una risposta dalle autorità, chiamate ad intervenire sulla vicenda. «Il numero degli anziani cresce di anno in anno, non è possibile lasciarli senza un'assistenza adeguata».
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