Tu sei qui: CronacaFrate e sindaco, confronto sulla solidarietà
Inserito da (admin), giovedì 31 agosto 2006 00:00:00
Gigino religioso attacca, Gigino laico risponde; Gigino religioso lancia la sfida, Gigino laico la raccoglie e detta le regole. «Il problema della solidarietà, ed in particolare quella rivolta a combattere l'emarginazione, il disagio, il disadattamento, non può essere fatto con proclami, ma con fatti ed atti concreti», invita il frate, anima tra l'altro della mensa dei poveri realizzata tra le mura del convento di San Francesco.
Il sindaco Gravagnuolo, che concilia in una sintesi forte la sua cultura politico-rivoluzionaria mista a quella filosofica legata ai valori del cattolicesimo, della pace e della tolleranza, della solidarietà e del rispetto dell'uomo, sa che i progetti senza finanziamenti, anche i migliori ed i più idonei, restano pie intenzioni. «Siamo stati gli unici - dice - che, nel programma della città della qualità, abbiamo riservato nella sezione solidarietà un capitolo ai barboni. E lo abbiamo fatto con la convinzione che la comunità deve porsi il problema».
Con la stessa chiarezza, però, fa presente che l'ente locale non sempre può rispondere positivamente a tutte le pressanti domande. Le risorse sono limitate, di qui le varie priorità. «Proprio alla luce della scarsità delle risorse - spiega - abbiamo pensato di creare un nucleo operativo di pronto intervento per le emergenze sociali, che possa fornire pasti caldi, vestiti, generi sanitari ed alloggi in favore di nuclei familiari o singoli in condizione di emergenza sociale».
Ed è su questo punto che il laico Gigino si incontra e si divide con il Gigino religioso. Riconoscimento pieno all'azione portata avanti dal convento con quello spirito tipico del mondo francescano, il Comune non è il pozzo di San Patrizio. Tuttavia, esistono le condizioni per un'azione congiunta. «Lavoriamo perché nel nostro comprensorio, più in particolare in quello che è rappresentato dai Piani di Zona, Costiera amalfitana ed Agro sarnese-nocerino, sia possibile istituire un albergo popolare comprensioriale a gestione associata intercomunale per il ricovero temporaneo delle persone in grave stato di emergenza - avverte il primo cittadino - che sia legato, però, soprattutto ad un progetto di recupero».
In questo la Caritas, il convento, i Comuni, le associazioni di volontariato, possono concorrere e trovare spazio. «È un'idea, sostanziamola», conclude. E già domani, a Palazzo di Città, il laico ed il religioso si incontreranno e potrebbero suggellare un patto di dialogo e di azione comune.
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