Tu sei qui: Cronaca"Così sono sfuggita allo stupro"
Inserito da (admin), mercoledì 6 settembre 2006 00:00:00
«Sono sconvolta. Non ho la forza per raccontare quegli attimi di violenza, la paura, l'angoscia, il dolore, è ancora troppo vivo il ricordo». Quel momento terribile lo si legge nei suoi occhi, nel suo sguardo smarrito. La giovane ucraina, che domenica pomeriggio è sfuggita al tentativo di stupro da parte di Giampaolo Buoninconti nei bagni pubblici della villa comunale di Viale Crispi, trova solo le parole per ringraziare quanti le hanno prestato soccorso. «Voglio ringraziare - dice con un filo di voce - quegli anziani che hanno sentito le mie urla ed i poliziotti che mi hanno aiutato. Sono subito accorsi in mio aiuto e nel giro di poche ore hanno arrestato il mio aggressore».
Al suo fianco è l'avv. Alfonso Senatore, che ha offerto alla ragazza la sua consulenza legale per un'eventuale costituzione di parte civile nei confronti di quello che oggi la città tutta indica come "bruto". Lei guarda l'assessore comunale alla Sicurezza con il suo volto angelico, non gli risponde, è ancora chiusa nel suo dolore. Trova un sorriso solo di fronte alla grande solidarietà mostratale dalla gente di San Cesareo, la piccola frazione dove da appena un anno vive in una modesta abitazione con la mamma. «La madre vive da 7 anni qui nel borgo - confidano alcuni vicini di casa - è una grande lavoratrice. La figlia l'ha raggiunta un anno fa e subito si è occupata come badante. È scrupolosa, gentile, i soldi che guadagna li invia ogni mese in Ucraina, contribuendo con la madre al mantenimento dei suoi fratelli».
Strette di mano, messaggi di conforto, tra questi un mazzo di fiori di campo. È il dono del sindaco Luigi Gravagnuolo, un gesto semplice, sentito, con cui lunedì sera le ha voluto mostrare la sua solidarietà. Il primo cittadino voleva che la sua presenza a casa della ragazza, per attestarle la partecipazione della comunità metelliana ed assicurarle ogni tipo di assistenza sociale e sanitaria, non venisse sbandierata. La notizia, però, è trapelata. «Non vogliamo fare delle strumentalizzazioni - assicura l'assessore Senatore - Abbiamo sentito come uomini, più che come amministratori, il desiderio di essere vicini ad una donna in un momento di grande sofferenza».
Donne violate, molestate, aggredite, considerate puro oggetto di piacere: purtroppo ancora tante. E tra le vittime soprattutto loro, le ragazze dell'Est, considerate a torto più disponibili, più "schiave", facili prede di soprusi maschilisti. È il triste quadro che fa la psichiatra Imma Caldarese, dirigente del Centro di salute mentale dell'Asl Sa 1: «Questa drammatica storia di violenza non è un caso isolato. In base alle testimonianze raccolte anche in Pronto Soccorso, sono molte le aggressioni sessuali nei confronti delle ucraine, spesso anche di gruppo».
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