Tu sei qui: CronacaColpo Di Marino, caccia al basista
Inserito da (admin), giovedì 28 febbraio 2008 00:00:00
Un furto su commissione, opera di una banda di specialisti napoletani, aiutati da un basista cavese, con ogni probabilità frequentatore della villa e conoscitore delle abitudini della famiglia Di Marino. È questa la pista battuta al momento dai Carabinieri della Stazione locale, diretti dal comandante Paolo Mannino, che stanno seguendo le indagini sul furto milionario messo a segno all'alba di mercoledì scorso nella villa dell'imprenditore Vincenzo Di Marino, in via Caifasso.
Pochi gli elementi a disposizione degli investigatori. Come si ricorderà, i ladri (si presume più di due) hanno fatto ingresso nella villa mentre la coppia dei coniugi, insieme ad altri familiari, dormivano, e senza lasciare alcun segno di effrazione, né tanto meno impronte, sono riusciti a svaligiare la casa. A quanto si è appreso, alcuni indizi sarebbero venuti fuori nel corso delle testimonianze dei familiari dell'imprenditore cavese. Secondo indiscrezioni, pare che una delle figlie avrebbe sentito delle voci, confuse con quelle dei giardinieri, ed in ogni modo avrebbe distinto un chiaro accento napoletano. Un particolare che fa dirottare le indagini sulla pista partenopea.
Ma non solo. Data la dinamica del colpo, gli investigatori sembrano essere sicuri che la banda è stata aiutata da un basista: qualcuno che conosceva le abitudini dei Di Marino e che era in grado di fornire tutte le indicazioni per trovare la refurtiva, come i gioielli, l'argenteria trafugata e, soprattutto, la cabina in ferro dove era custodita la cassaforte. Come raccontato dalla stessa moglie, la signora Anna Amoruso: «Era l'alba di mercoledì scorso quando i ladri ci hanno fatto visita. Sono entrati dalla porta di ingresso. Sono riusciti ad azionare il cancello e poi hanno aperto la porta di ingresso senza lasciare segni di effrazione». Come se sapessero bene dove trovare la refurtiva, i ladri si sono introdotti nella villa: «Hanno portato via un armadio in ferro dove era custodita la cassaforte. Poi hanno trovato le chiavi di una delle nostre auto (nuova di zecca), hanno caricato tutta la refurtiva ed hanno tagliato la corda rifacendo, all'inverso, lo stesso percorso».
L'ora del furto, secondo chi indaga, è quella classica, tra le 3 e le 4 della notte, quando il sonno è più profondo e le strada sono sgombre. Superato lo choc e lo sgomento per quanto accaduto e per quello che poteva accadere, la famiglia è stata ascoltata dai Carabinieri. Sul posto sono subito intervenuti una gazzella dei militari ed il reparto della Scientifica. Gli investigatori sono quasi certi che si sia trattato di un furto su commissione: il bottino portato via (in particolare argenteria, gioielli, quadri ed altri preziosi) sembra essere destinato ad un mercato di ricettazione d'autore. Sembra evidente, a questo punto, che il colpo sia stato un furto su commissione.
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