Tu sei qui: CronacaCaccia al killer misterioso
Inserito da Il Mattino (admin), lunedì 6 agosto 2001 00:00:00
Non destano preoccupazione le condizioni di salute di Aniello Apicella, che, venerdì mattina, è stato vittima di un agguato mentre si recava sul posto di lavoro (nella foto in alto). Resta, però, ricoverato presso l'ospedale Cardarelli di Napoli, a causa della bruciatura allo zigomo sinistro, dovuta allo sparo ricevuto che gli ha procurato una forte irritazione all'occhio. Al momento, la vista ha subito un netto abbassamento, ma gli specialisti dell'ospedale napoletano non hanno dubbi su un suo completo recupero. Sul fronte delle indagini, condotte dal vice questore del commissariato cavese, Sebastiano Coppola (nella foto al centro), non sembrano esserci, al momento, grosse novità. Restano sconosciuti sia l'attentatore che il movente, visto che Aniello Apicella, a parte un piccolo precedente per detenzione di fuochi artificiali, conduceva una vita tranquilla e, a quanto sembra, fuori da tutte le vicende che in passato hanno riguardato i fratelli. Fino all'anno scorso gestiva in proprio una piccola attività, affittando ai bagnanti di Cetara alcuni pedalò. Comunque, almeno due le piste più accreditate dagli inquirenti: quella malavitosa, o della criminalità organizzata in particolare, e quella passionale. Quest'ultima potrebbe trovare conferma dal fatto che l'attentatore ha mostrato di non aver avuto il sangue freddo necessario per portare a termine la sua missione di morte. L'intento era decisamente l'uccisione dell'Apicella, un tentativo di omicidio andato a vuoto solo per la prontezza di riflessi dell'uomo che, schivando il colpo, è caduto a terra stordito. A questo punto l'aggressore, se fosse stato un professionista, appartenente ad un'organizzazione criminale, avrebbe potuto facilmente completare l'esecuzione. Cosa che non è avvenuta, in quanto l'ignoto sparatore, con il viso coperto dal casco, evidentemente preso dal panico, ha preferito risalire sullo scooter e fuggire a gran velocità.
Il fatto, avvenuto alle 5,30, davanti alla autorimessa e deposito giudiziario, in traversa Arena, adiacente il ponte di Pregiato, che Aniello gestisce con il fratello Armando Apicella, non ha richiamato l'attenzione dei residenti. L'unico colpo, esploso da un fucile, presumibilmente da caccia, è passato inascoltato, tanto che lo stesso Aniello, dopo pochi istanti, si è rialzato ed ha chiamato un suo fratello che, dopo poco, lo ha raggiunto sul luogo dell'agguato. Una corsa in auto, prima all'ospedale di Cava, poi al Tortora di Pagani, dove, pare, gli abbiano estratto un pallino dallo zigomo, ed infine al Cardarelli di Napoli, dove è ancora ricoverato. Sul posto, avvertiti dai medici dell'ospedale di Cava, sono intervenuti gli agenti del locale commissariato di Polizia. Una perlustrazione sul luogo dell'agguato che non ha avuto esiti positivi. Nessuna traccia dell'attentatore né indizi utili per le indagini. Davanti al cancello dell'autorimessa non è rimasto alcun segno dell'accaduto. L'unico che può fornire una spiegazione, ma soprattutto un movente, a questo punto rimane solo Aniello Apicella. Gli inquirenti stanno scavando nella vita e nelle abitudini dell'uomo alla ricerca di una possibile pista da seguire che possa portarli all'individuazione dell'attentatore.
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