Tu sei qui: CronacaBullismo, i ragazzi di Castagneto non ci stanno
Inserito da (admin), martedì 20 giugno 2006 00:00:00
«Qualsiasi cosa accade al capolinea e sui pullman non giustifica il fatto di accusare i giovani di Castagneto». Luca, uno dei tanti ragazzi della frazione, è ancora incredulo. Come lui anche il resto della sua comitiva, tutti adolescenti, poco più che 15enni e cresciuti insieme sui banchi di scuola. «Nessuno di noi pensava di finire ancora una volta sott'accusa per bullismo», dice accorato. Qualche mese fa, infatti, i residenti della zona avevano denunciato alle Forze dell'ordine alcuni episodi di vandalismo, tra cui la comparsa di scritte offensive sui muri della chiesa del borgo. Imbrattati e danneggiati dal lancio di pietre anche i portoni e le finestre di alcuni palazzi e di un parco. Oggi nuove accuse.
«Non è giusto generalizzare - lamentano i ragazzi - Non vogliamo contestare il contenuto, che crediamo corrisponda al vero, ma la tendenza a sparare contro il mucchio. Quando nella nostra frazione sono stati imbrattati i muri della chiesa, non si è perso tempo: in molti hanno puntato l'indice contro i più giovani. Lo stesso è accaduto per altri casi di vandalismo. Ed invece, noi ci teniamo a precisare che siamo del tutto estranei. Non possiamo essere additati come teppisti per colpa di due o tre imbecilli». A loro difesa non ci sarebbero solo parole, ma fatti concreti. Tutto il polverone sollevato nei mesi scorsi ha spinto gli adolescenti di Castagneto a fare qualcosa per dimostrare i loro buoni propositi. Nella maniera più semplice ed immediata: cancellando i segni lasciati dai balordi. E così, proprio nei giorni scorsi, a poche ore dal voto per il ballottaggio, i giovani della frazione, riunitisi in un comitato, hanno presentato i frutti della loro opera. Armati di tanta pazienza e buona volontà, hanno provveduto di persona a rimuovere le scritte e ridipingere la facciata della chiesa e degli altri edifici.
«È stata un'occasione di festa - assicurano gli anziani - I nostri nipoti hanno fatto tanto. Hanno voluto dimostrarci l'amore che hanno per il luogo dove sono nati». I problemi, però, non sono cancellati. Al bando frettolose ed erronee generalizzazioni, restano le testimonianze di quanti sono finiti nel mirino di queste bande. I danni, riportati alla sede del Cstp ed ai pullman, così come le testimonianze dei passeggeri e degli autisti, lanciano un allarme per un duplice ordine di motivi. Da un punto di vista sociale, sono la spia di un malessere di gruppi di giovanissimi sfociato in forme degenerative, quali la provocazione, la violenza, la prepotenza. Non da meno è il rischio concreto di fatti di violenza o anche di incidenti, in qualche modo legati a questo andazzo.
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