Tu sei qui: CronacaBambinello, silenzio e prudenza
Inserito da Michele Lanzetta (admin), mercoledì 27 ottobre 2010 00:00:00
Continua a regnare il silenzio attorno alla vicenda della lacrimazione della statuetta di Gesù Bambino portata nel Santuario di San Francesco e Sant’Antonio da padre Luigi Petrone dopo un pellegrinaggio in Terra Santa. Silenzio e prudenza dettate dalle parole sia del priore del Convento che dell’Arcivescovo Orazio Soricelli, tra i primi a “vedere” la statuetta lo scorso venerdì assieme al sindaco Galdi ed al padre provinciale dei Francescani, Padre Bochicchio.
Non si hanno ancora certezze, infatti, sulla “veridicità” delle lacrime, tant’è che la sacra effigie è ancora tenuta in custodia presso la Tenenza dei Carabinieri di Cava in attesa del via libera alle analisi da parte del pm della Procura di Salerno, Roberto Penna, che, dopo la nota informativa redatta dal tenente dei militari di via Atenolfi, Giuseppe Tatarella, ha disposto il sequestro conservativo della statuetta ed aperto un’inchiesta per abuso di credulità popolare. Al momento nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati. L’unica notizia sicura è che il responsabile, nel caso venga appurato il caso di “falso miracolo”, rischierebbe una condanna di tre mesi di reclusione o una penale economica.
Con molta probabilità sarà la Sezione investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Salerno a condurre le indagini tecnico-scientifiche sul liquido rossastro riscontrato sul volto del “Bambinello”, con i relativi riscontri attesi entro una settimana.
Intanto, la notizia ha fatto il giro della città e non solo. Lo testimoniano le numerose telefonate arrivate al centralino dei Vigili Urbani cavesi da persone residenti nei territori limitrofi ed anche fuori zona, tant’è che si vocifera che la Polizia Locale metelliana, nell’ipotesi che il Santuario possa diventare meta di fedeli e di curiosi, stia già predisponendo un piano traffico speciale.
Anche su quest’aspetto della vicenda, però, a regnare sovrana è ancora una volta la prudenza. Il comandante dei “caschi bianchi”, la dottoressa Mailyn Flores, infatti, ha affermato di prendere la situazione con le pinze, prima di creare falsi allarmismi. Chiaro il riferimento all’attesa circa il risultato degli esami.
Sempre secondo alcune indiscrezioni, il caso delle “presunte” lacrime versate dal Bambinello sarebbe giunto persino in Vaticano, con la Santa Sede che avrebbe ricevuto l’informazione direttamente dall’Arcivescovo Soricelli. In particolare, stando alle voci, l’Arcivescovo di Cava-Amalfi avrebbe contattato William Joseph Levada, il Cardinale alla guida della "Congregazione per la Dottrina della Fede".
Nello specifico, Mons. Soricelli avrebbe messo in pratica quanto contenuto in un documento, approvato da Papa Paolo VI nel 1978 e da allora mai modificato, volto a disciplinare il comportamento di vescovi e superiori religiosi in situazioni del genere.
“Norme della S. Congregazione per la dottrina della fede sul modo di procedere nei giudizi su presunte apparizioni e rivelazioni”: questo il titolo del testo, che al suo interno affermerebbe che i vescovi, valutato il caso con estrema attenzione e dovizia, possono permettere qualche forma di culto o devozione, seppur sottolineando che la Chiesa non ha ancora riconosciuto, né negato, il “presunto” miracolo.
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