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Economia e Turismo

Napoli, una sconfitta senza alibi

Inserito da Il Mattino (admin), lunedì 24 febbraio 2003 00:00:00

Un brutto inciampo, questo di Cosenza. Brutto nel risultato, che bruscamente interrompe la risalita azzurra, ma ancor più brutto per il modo in cui la sconfitta è maturata. Il Napoli, infatti, è stato una delusione. Ha giocato male, ha fatto non uno, ma tre passi indietro, arrendendosi ad un Cosenza che ha avuto solo più grinta e volontà e che ha provato a ripetere sul prato i primi rudimenti della zona di Salvioni. Insomma, neppure il Cosenza ha fatto chissà cosa, ma almeno ha cercato la vittoria. Cosa che il Napoli, tranne che in un segmento di gara a metà ripresa, non ha fatto mai. Perché? Intanto, perché anche a Cosenza ha dimostrato che mal sopporta il peso di due punte ed un trequartista. Poi, perché il trequartista, ovvero Pasino, è incappato in una giornata nera. Infine, perché la sofferenza azzurra è stata addirittura esagerata sulle fasce, dove Antonelli ha vinto il confronto con Bocchetti, mentre dall'altra parte Lentini ha fatto Martinez a pezzettini. E dire che il Napoli lo sapeva bene che proprio sui lati avrebbe corso i maggiori rischi. Per questo, teoricamente non sbagliando, Scoglio aveva arretrato Pasino a centrocampo, cercando e trovando là in mezzo la superiorità. Ma s'era illuso, Scoglio, che Pasino potesse adattarsi al nuovo ruolo. Infatti, per la inconcretezza di Pasino, è stato solo virtuale l'uomo in più, mentre reale, drammaticamente vero, è risultato l'abbandono delle punte da parte della squadra. In breve, una partitaccia da tutte e due le parti, con rari tiri in porta, anche se con due traverse nel primo quarto d'ora: Oshadogan appena dopo il via (1') e Stellone a pareggiare almeno questo conto (14' con un colpo di testa). Uno di quei match votati ad un pari grigio, ma che, invece, all'improvviso ha cominciato a parlare calabrese. È accaduto alla mezz'ora, quando Lentini e De Angelis, sulla fascia, si sono presi gioco di Martinez e D'Angelo ed hanno inventato l'azione che ha portato Edusei a un comodo gol. Una batosta per il Napoli, già di suo intontito, fuori fase, di sicuro più vicino ai tempi di Colomba che a quelli più recenti e più ricchi di punti e di speranze. Un primo tempo, quello del Napoli, da mettere nella gallerie degli orrori di stagione. Ed infatti, Scoglio ha provato a rimediare. In avvio di ripresa, fuori Pasino - scelta obbligata - e dentro Montervino. Ma è ancora poco. Ed allora, via Martinez e dentro Floro Flores. E, finalmente, il Napoli ritrova un po' di vivacità. Pensate: col ragazzo addirittura arriva al tiro in porta! Mentre il Cosenza ormai ripiega a difesa di quel vantaggio da tre punti. Ma non basta ancora. Ed allora, fuori D'Angelo e dentro anche Montezine, che quasi non ci crede. Il Napoli ha un sussulto. Un paio di spunti, anzi, un paio di cross, che però non trovano Stellone e Dionigi lesti all'appuntamento. Poca cosa, quasi nulla. Di sicuro insufficiente per tentare di recuperare il risultato. E, infatti, il Cosenza vince e festeggia addirittura con i tifosi in campo. Il Napoli, invece, se ne torna a testa bassa nello spogliatoio. Gli tocca, perché, dopo una settimana di ritiro, di prove e controprove, da questa squadra era lecito aspettarsi assai di più. Anche se deve restare a tutti chiaro che la salvezza richiederà pazienza e sofferenza.

STELLONE: «NON DRAMMATIZZIAMO»

«La classifica non è certo compromessa, anche se lunedì prossimo dobbiamo battere a tutti i costi il Bari»

Napoli brutto e perdente? Perdente lo è stato, brutto invece no. La pensa più o meno così Roberto Stellone, che cerca in qualche modo di tenere alto il morale della truppa. Stellone, un solo tiro in porta contro il Cosenza. Poco per una squadra che cerca la vittoria. «No, non sono d'accordo. Non è vero che abbiamo fatto un solo tiro in porta. Oltre alla traversa che ho colpito io, c'è stata anche una bella conclusione di Dionigi e poi un buon tentativo di Vidigal. Ed infine, io avevo un'altra palla d'oro che il vento mi ha portato via». Insomma, il Napoli non ha demeritato...«No, assolutamente. Certo, anche io ammetto che la partita non è stata entusiasmante. Ma il Cosenza non è che abbia fatto più di noi, anzi». La classifica vi impensierisce? «Io dico che non è il caso di drammatizzare. Siamo ad un punto dalla quint'ultima. Bisognava tremare un mese fa, quando eravamo penultimi». Quali sono le basi di una tale serenità? «In ritiro abbiamo lavorato bene. Ed in campo abbiamo anche cercato di replicare ciò che abbiamo imparato a Paestum. Quindi, è solo questione di abitudine al gioco. Poi, dietro l'angolo ci aspetta la gara contro il Bari, che può regalarci le certezze che sembrano smarrite dopo Cosenza». Ma cosa è accaduto nella prima trasferta dopo la sosta? «La partita mi è sembrata equilibrata. Nel primo tempo abbiamo anche avuto a disposizione certe conclusioni, che non abbiamo saputo sfruttare. Nella ripresa ci siamo sbilanciati. E' anche logico quando cerchi un gol che non arriva». Ma certe soluzioni tattiche non sono sembrate all'altezza di un Napoli d'assalto...«Io dico solo che, ad un certo punto, avevamo quattro punte in campo. Forse è esagerato, ma non mi sembra l'atteggiamento di una squadra che ha voglia di alzare bandiera bianca». E la squadra come ha reagito alla sconfitta? «Naturalmente male. Ma ripeto, bisogna cancellare gli eventi negativi e pensare solo alla prossima partita contro il Bari». Dalla quale cosa vi aspettate? «Naturalmente di vincere». Dalla tribuna sembrava che la sosta vi avesse spezzato le gambe...«Il Napoli non ha problemi di preparazione. No, con il Cosenza è stata una giornata storta, in cui non abbiamo demeritato ed abbiamo perduto. Tutto qui».

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