Tu sei qui: Economia e TurismoCavese regina degli sprechi
Inserito da (admin), lunedì 28 novembre 2005 00:00:00
Sprecata la grande occasione di mantenere il passo del Benevento. La Cavese non riesce a concretizzare la sua superiorità tecnica contro il Gubbio di Castellucci, ex trainer metelliano. Molti i rimpianti per il pareggio finale. Per aver gettato alle ortiche la vittoria per colpa di un calcio di rigore fallito da Schetter e per aver regalato agli avversari per oltre un tempo la superiorità numerica, per un evitabilissimo gesto di reazione di Cerchia. La cronaca della partita del "Lamberti" si era aperta sotto i migliori auspici per i colori biancoblù. A testa bassa Schetter, Di Bonito ed Aquino, quest'ultimo il migliore in campo in quanto a grinta e determinazione, provano a sorprendere gli ospiti. Al 4' inizia D'Amico a portare scompiglio nella retroguardia eugubina. Pescato da un cross pennellato da Arno, sotto porta e tutto solo, alza sulla traversa di testa. Al 10' D'Amico prova a farsi perdonare. Il suo assist per l'accorrente Schetter è sublime, ma l'attaccante si fa anticipare in angolo sull'uscita di Fabbri. Solo alleggerimenti per il Gubbio. È il caso di Coresi, al 12', che spara alle stelle una punizione dalla lunga distanza. Al 16' Gigi Di Bonito, dentro dal primo minuto per l'infortunio del titolare Ibekwe, mette in mezzo una palla per la testa di Cerchia: la conclusione è a fil di palo. Al 28' ci vuole un super Fabbri per neutralizzare una plastica rovesciata di Aquino. Ma proprio mentre la Cavese produce il massimo sforzo, arriva l'episodio che complica tutto. Tatomir viene atterrato da De Angelis, ma Cerchia si vendica colpendolo con uno schiaffo. Forconi seda la mezza rissa che si sviluppa, poi estrae il cartellino rosso per l'ex beneventano. La partita si mette in salita per la Cavese. A farla da padrone i nervi a fior di pelle, che offuscano anche le idee in mezzo al campo. Per riordinarle ci vuole il tè caldo dell'intervallo. E così, nonostante l'inferiorità numerica e qualche contropiede velenoso degli ospiti, la seconda parte della sfida è tutta di marca biancoblù. Al 3' della ripresa è Di Bonito che sbaglia, non approfittando di un'indecisione, l'unica, di Aloisi. Aquino ci prova al 9', ma Fabbri è lì, reattivo come sempre. Dal guscio difensivo il Gubbio esce al 17': sul cross di Coresi e l'incornata di De Angelis, Mancinelli dice che c'è. La svolta del match potrebbe arrivare al 23'. Aquino si inventa una penetrazione nel cuore dell'area ospite e si fa atterrare da Ercoli. Per Forconi è rigore. Dal dischetto va lo stesso Schetter. Il silenzio cala sul "Lamberti", memore del penalty fallito dal napoletano nel precedente incontro con la Spal. L'esecuzione non è perfetta e Fabbri neutralizza. Il contraccolpo psicologico è tremendo per gli aquilotti, che non riescono più a farsi pericolosi, se non con Aquino al 38', che impegna in angolo Fabbri, e Mari un paio di minuti dopo, quando al volo coglie il fondoschiena di Travaglione davanti allo specchio della porta.
Campilongo: «Bisogna rinforzare l'attacco»
C'è tanto rammarico nello spogliatoio della Cavese. Aver fallito, in malo modo, l'appuntamento con la vittoria davanti al proprio pubblico, è un boccone amaro da ingoiare. Il tecnico Salvatore Campilongo è laconico: «Ora siamo in credito con la fortuna. Se avessimo trasformato i due rigori falliti con la Spal ed oggi con il Gubbio, e messo dentro quella palla sbattuta sul palo a Benevento, ora saremmo primi in classifica. E non sarebbe stato uno scandalo. Stiamo giocando bene, producendo tanto. Purtroppo, raccogliamo poco per il volume e la qualità di gioco che mostriamo sui terreni di gioco. Quello che ci manca lo sappiamo tutti: una maggiore capacità di concretizzazione del lavoro sotto porta. Speriamo di poter correre ai ripari alla riapertura del calcio mercato, con qualche innesto nel reparto avanzato».
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