Tu sei qui: Economia e TurismoCavese, pari dolce-amaro
Inserito da (admin), lunedì 3 aprile 2006 00:00:00
Un pari per la concordia. Possono ritenersi entrambe appagate per il punto, Cavese e Benevento. Certo, il risultato è accolto con maggior favore in casa giallorossa: i sanniti erano ospiti della capolista, hanno interrotto la serie di sconfitte esterne che durava da tre mesi, hanno disputato quasi metà gara in inferiorità numerica. Ma pure i metelliani hanno di che essere soddisfatti, visto che il vantaggio sulla Sansovino è rimasto inalterato (7 punti) e mancano sole 5 partite. In quanto alla partita, ai punti avrebbero vinto gli aquilotti, che sono andati più vicini alla marcatura in parità numerica. È stato, comunque, un derby molto tattico, anche perché nessuna delle contendenti avrebbe potuto patire la sconfitta senza pericolose conseguenze. Circa 6.000 i paganti (era la "Giornata Biancoblù"), dei quali 436 beneventani. Suggestiva la coreografia: oltre all'alternarsi di bianco e di blu, in Curva Sud è stata rispolverata una sorta di gigantesca quinta teatrale raffigurante la Badia di Cava. Sintonia immediata tra i supporters sanniti e metelliani nel ricordare la tragedia del piccolo Tommaso Onofri. E tranne qualche "discussione" all'ingresso, non è accaduto nulla. In campo, pur contandosi un espulso e 6 ammoniti, la gara è scivolata via senza scontri oltre i confini del gioco maschio. Solo sul finire della prima frazione il fuoco ha rischiato di divampare, con un po' di polvere pirica offerta pure da mister Specchia. Fortunatamente, il riposo è venuto subito e gli animi si sono placati.
Cavese e Benevento accusavano un'assenza per parte, il bomber Aquino per la capolista ed il difensore Maury per gli stregoni. Dopo una fase di studio, è l'undici di Sasà Campilongo ad impossessarsi del pallino, ma le due occasionissime giungeranno al 39' (Mordenti è eccellente sull'inzuccata di Ercolano) e al 3' di recupero, quando Mari, in perfetta solitudine, spedisce alto di testa. Dopo il break, subito la cacciata di Palo, peraltro per un fallo inutile su Schetter. Specchia, che già aveva schierato un Benevento guardingo, si abbottona ulteriormente. Tattica vincente, anche perché la Cavese fa girar palla in modo macchinoso, per cui dà sempre il tempo di rinforzare gli ormeggi. Il Benevento prova a far male con Rinaldini, ma il controllo è approssimativo. Mister Campilongo inserisce pure la quarta punta, ma occorrerà attendere il 46' perché Mordenti debba uscire a valanga su Di Bonito. Alla fine, tutti contenti. O quasi.
Campilongo: «La meta è vicina»
Nessun dramma nello spogliatoio aquilotto. Il pari "non cambia nulla" e Sasà Campilongo resta fiducioso: «La C1 è nostra e solo noi la possiamo perdere. Sappiamo che tutti gli appuntamenti che mancano al termine non saranno passeggiate e le barricate fatte dal Benevento lo testimoniano. Ora dovremo stringere i denti e fare l'ultimo sforzo, perché la meta è vicina». Una mancata vittoria? «Abbiamo pagato dazio per l'assenza del nostro bomber Aquino. Oggi, se ci fosse stato lui, avremmo sicuramente raccolto di più, e non me ne vogliano gli altri che hanno giocato». Un certo nervosismo ha attanagliato gambe e testa di molti aquilotti. «Qualche mio giocatore - continua il tecnico - ha sentito eccessivamente il derby e lo ha dimostrato. Ma siamo alla resa dei conti e dobbiamo ora fare meno polemiche possibili per centrare l'obiettivo promozione». Sergio Ercolano, autore di un paio di incornate, sventate da interventi miracolosi del portiere Mordenti, testimonia la delusione per il gol mancato: «Quando non si segna, è sempre un mezzo fallimento. Purtroppo, quella palla non è voluta proprio entrare. Ma è difficilissimo sfondare muraglie come quella organizzata dal Benevento a difesa della propria porta. Quando si rinuncia a giocare, come hanno fatto Cagnale e compagni, diventa davvero impossibile trovare il varco giusto».
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