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Cronaca

Vincolo paesaggistico, la posizione della

Inserito da (admin), mercoledì 11 febbraio 2009 00:00:00

Il territorio di Cava tra limiti ed opportunità

Le donne de La Rosa di Gerico, coerentemente alle finalità statutarie dell’associazione,
ritengono doveroso partecipare al dibattito politico che da qualche giorno impegna l’assessore Lamberti e lo schieramento politico di opposizione del Popolo della Libertà, sulla proposta di riperimetrazione del vincolo paesaggistico vigente sul territorio comunale.

Sembra che al di là delle polemiche, si registri un comune sentire (tra posizioni politiche contrapposte) sulla necessità di annullare o limitare gli effetti imposti dal vincolo paesaggistico istituito in virtù della legge n. 1497 del 1939, reiterati successivamente da normative recenti, e tanto verosimilmente nel tentativo di legittimare “a posteriori” immobili costruiti in violazione delle norme poste a tutela e sanzionati ormai con provvedimenti definitivi.

Lungi dall’essere fautrici di una difesa del paesaggio fine a se stessa, intrisa di nostalgia e finalizzata a tutelare equilibri che possono sembrare obsoleti, riteniamo innanzitutto che, dal punto di vista giuridico, il tentativo sia maldestro perché a fronte di un provvedimento amministrativo definitivo ed esecutivo qualsiasi intervento normativo o a carattere generale non potrebbe che disporre per l’avvenire, attesa che la retroattività mina alla base il principio di legalità sul quale si regge la moderna democrazia.

Sarebbe come dare ai cittadini un messaggio di tal sorta: poco importa che abbiate violato le regole, ci adopereremo per farle cambiare e se ciò avverrà avrete agito lecitamente! La logica, anche se similare, è addirittura peggiore di quella che è alla base dei condoni (che pure hanno, in vent’anni, consentito la distruzione dei territori) perché con questi ultimi rimane quanto meno il disvalore iniziale del fatto ed il divieto generale, viene annullata solo la sanzione. Qui con un tratto di penna si cancella l’illecito! Ciò è inaccettabile in un’ottica di rafforzamento di un senso comune di legalità, di rispetto delle norme e delle regole.

Da un punto di vista sostanziale, poi, l’iniziativa è sconcertante per il contrasto stridente con il valore e l’importanza della tutela del paesaggio, che a partire dall’art. 9 della Costituzione trova rilievo crescente nelle direttive e convenzioni europee, nelle risoluzioni delle Nazioni Unite, nelle normative italiane vigenti e negli innumerevoli movimenti di opinione che in tutta Italia fanno sentire la propria voce per sottrarre il territorio da un uso indiscriminato ed è sorprendente perché non si può rispondere così - e meno che mai lo potrebbe un’amministrazione - alla proliferazione insediativa di bassa qualità, frutto dell’abusivismo e a logiche di espansione periurbana non suffragate da reali esigenze, rimanendo insensibili alle peculiarità del nostro territorio. Come si può pensare che il legislatore che aveva escluso dal condono le zone paesaggistiche oggi, per venire incontro alle esigenze degli abusivi, cancelli semplicemente il paesaggio?

L’incisiva e plaudibile azione dell’amministrazione comunale avviata con le demolizioni ha avuto anche un effetto di deterrenza nei confronti del proliferare dell’abusivismo, ma questo effetto rischia di essere minato, a nostro avviso, da questi rischiosi tentennamenti.

Occorre, invece, un’analisi seria delle domande sociali che sicuramente non escludono e devono convivere con la qualità ambientale, la sicurezza e la possibilità di accesso alle risorse di natura e paesaggio del nostro territorio; occorre spingere, affinchè si promuovino leggi per una politica articolata di governo del territorio che includa non solo misure di protezione, di limitazione e difesa passiva dalle minacce e pressioni in atto, ma anche di gestione dei processi di trasformazione e di pianificazione nel rispetto delle valenze territoriali.

Pensiamo, insomma, che l’idea di sviluppo del territorio non debba passare necessariamente attraverso la cementificazione dello stesso, ma che un territorio ricco di patrimonio storico-culturale e di valenze paesaggistiche, ambientali e naturalistiche rappresenta condizione indispensabile per una buona qualità dello sviluppo presente e futuro, al contrario un territorio degradato, vulnerato, produce ed alimenta crisi ambientali, impoverimento della qualità della vita e declino economico.

Invitiamo, quindi, tutte le forze politiche locali ad una riflessione pacata ed articolata sull’argomento, evitando di considerare posizioni che possano indurre ad un sospetto di facile demagogia e che non risolverebbero i problemi della nostra comunità.

La Rosa di Gerico - Il Presidente Avv. Giuseppina Buongiorno

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