Tu sei qui: CronacaUn'Olimpiade di emozioni
Inserito da Lello Pisapia (admin), mercoledì 15 febbraio 2006 00:00:00
«Sto vivendo un'esperienza indimenticabile, in un'atmosfera unica di festa e fratellanza»: sensazioni ed emozioni firmate Antonio Siepi, il fisioterapista cavese impegnato nello staff medico dei XX Giochi Olimpici Invernali. Antonio sta svolgendo la sua attività presso il Policlinico di Bardonecchia, dove dal 12 al 23 febbraio sono in programma le gare di snowboard.
29mila mq di superficie; 500 camere e 1000 letti per 800 atleti; 3 housing block (case degli atleti); diverse attività commerciali, tra cui ristorante, bar, negozio di fotografia, abbigliamento olimpico, banca, lavanderia e fioreria. E' l'immensa struttura del Villaggio Olimpico di Bardonecchia, di cui Antonio Siepi ci svela curiosità e retroscena: «A saltare subito all'occhio è l'enorme macchina della sicurezza, che lavora incessantemente, 24 ore su 24, per assicurare la massima tranquillità a tutti gli ospiti del Villaggio. Controlli accurati con metal detector, cani addestrati per la ricerca di esplosivi, ispezioni di borse e zaini fatte ad ogni ingresso. C'è, inoltre, tutto un sistema di filtri, con controlli di pass ed accrediti, per ogni area della struttura. E' praticamente impossibile che qualcuno possa entrare o girare liberamente nel Villaggio senza essere bloccato».
Sicurezza sì, ma senza intaccare l'atmosfera che si respira nel Villaggio. La conferma dalle parole di Antonio: «Qui regna un clima di festa e fratellanza fra tutti gli atleti e gli addetti ai lavori, che collaborano insieme, con la consapevolezza di vivere un'esperienza unica. Certo, momenti di tensione si possono percepire, prima o dopo le gare, ma il TOROC (ndr, Comitato Organizzatore) ha pensato anche a questa necessità, attrezzando zone relax, come palestra, piscina, biblioteca, area internet, game room, DVD room. Non è stato trascurato l'aspetto spirituale, con momenti quotidiani di preghiera per ogni religione del mondo. Anche il lato culinario è molto curato. In mensa ci sono quotidianamente 5 menù diversi, per soddisfare tutte le esigenze degli atleti, che spesso hanno abitudini gastronomiche differenti dalle nostre».
Al termine delle gare la giornata si anima. Socializzare la parola d'ordine. «Il momento più bello - racconta il fisioterapista cavese - è sicuramente la sera. Tutto il Villaggio è in festa, con diverse manifestazioni, cabaret, disco e musical che vengono organizzate nell'area party. Ovviamente, in questo clima nascono anche degli amori, fugaci o duraturi chissà. E così, l'oggetto più ambito è il condom. Basti pensare che solo nella prima settimana sono stati già distribuiti circa 500 profilattici».
Curiosità interessanti anche sugli aspetti più propriamente professionali: «Per quanto riguarda il lavoro, mio e di tutta l'équipe del Policlinico, al di là dei problemi pratici, quello che conta realmente è l'aspetto psicologico. E' fondamentale cercare di incoraggiare e tranquillizzare gli atleti di fronte ad un malanno. A volte, infatti, può bastare una semplice tendinite per compromettere gli sforzi ed i sacrifici di 4 anni di duro lavoro. Non nascondo che tutto ciò mi dà una grande soddisfazione, sul piano sia umano che lavorativo».
Chiosa finale, quanto mai doverosa, sui tanti volontari presenti a Torino 2006: «Sono loro i veri padroni di casa dei Giochi Olimpici. Si occupano di molte attività essenziali per la riuscita di questa grande festa dello sport, dall'assistenza continua a tutta la famiglia olimpica alla preparazione dei tracciati delle piste. Insomma, sono presenti ovunque ci siano attività relative ai Giochi, dimostrando grande disponibilità e cordialità».
Appuntamento a presto per nuovi racconti del "nostro inviato speciale" ai Giochi Olimpici, direttamente dal Villaggio di Bardonecchia.
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