Tu sei qui: CronacaRogo ambulanza, atto intimidatorio
Inserito da (admin), venerdì 23 novembre 2007 00:00:00
15 giorni fa tutte e 4 le gomme dell'auto tagliate, poi l'incendio all'autoambulanza. È questo il retroscena inquietante venuto fuori dalla testimonianza di Dario Pellegrino e della madre, ascoltati ieri dagli agenti del Commissariato di Polizia, che stanno seguendo le indagini sul rogo doloso, registratosi tra la notte di martedì e mercoledì in via Salvo D'Acquisto, all'autoambulanza della Croce Verde (associazione operante nel settore del trasporto infermi).
«Abbiamo trovato le ruote dell'auto tagliate - ha spiegato la madre di Dario Pellegrino, a sua volta a capo dell'associazione "San Giovanni Battista" di Roccapiemonte, rilevata l'agosto scorso dalla Croce Verde - ma non abbiamo dato peso all'episodio. Poi hanno incendiato l'autoambulanza. Non sappiamo chi vuole fare del male non solo a noi, ma anche alle tante persone che ogni giorno soccorriamo. Abbiamo chiesto alla Polizia di aumentare la sorveglianza, specie di notte».
La signora Pellegrino è visibilmente provata: «Sono ancora sotto choc - ripete - per tutta la giornata di ieri ho risposto alle domande degli investigatori e dei giornalisti. Non so chi c'è dietro a questi attentati, so solo che sono persone cattive». Nel corso della deposizione saltano fuori altri particolari, che potrebbero aiutare gli investigatori. «L'autoambulanza incendiata era nuova. L'avevamo acquistata lo scorso agosto. Ha un costo di 30mila euro, dovevamo ancora finire di pagare. Ci sostengono le donazioni, perché noi offriamo un servizio per gli ammalati. Per fortuna abbiamo a disposizione altri mezzi di soccorso, altrimenti questo incidente avrebbe potuto fermare la nostra attività».
La bottiglietta contenente la benzina lasciata a pochi passi dall'autoambulanza non è stata una sbadataggine, ma un segnale preciso: chi ha agito ha voluto lasciare intendere il chiaro intento intimidatorio. Di questo sono ormai sicuri gli uomini del Commissariato, diretti dall'ispettore Siani. Accertata la natura dolosa dell'incendio, la squadra investigativa cerca di dare risposta a due interrogativi: chi è stato, o chi sono stati gli esecutori materiali, ed il movente. Si attendono così i risultati degli esami eseguiti dalla Scientifica sulla bottiglietta, ritrovata tra le sterpaglie a pochi passi dallo sportello anteriore dell'autoambulanza. Gli accertamenti potrebbero rilevare delle impronte digitali - anche se questa eventualità appare alquanto remota - ed altri indizi al momento non ancora presi in considerazione.
Intanto, la Polizia cerca di ricostruire il puzzle, setacciando nella vita professionale e privata del presidente Dario Pellegrino e della sua famiglia. Non si esclude alcuna pista investigativa. Lo stesso Pellegrino ha spiegato ai poliziotti che il suo lavoro, sempre a contatto con il pubblico, lo porta a farsi, suo malgrado, delle inimicizie e, dunque, è difficile capire chi avrebbe voluto colpirlo.
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