Tu sei qui: CronacaEx Despar, i market ritornano alla curatela
Inserito da La Redazione (admin), giovedì 24 febbraio 2011 00:00:00
Alla fine è arrivata l’amara sentenza. Entro lunedì prossimo, 28 febbraio, la “2C”, la società degli imprenditori Carlo Caputo e Rosario Catone, dovrà restituire alla curatela fallimentare di Cavamarket e Gds i 24 punti vendita ex Despar presenti in Campania. Lo hanno deciso ieri Giovanni Alari e Giacomo Sorrentino, i curatori fallimentari impegnati a risolvere la vicenda, durante l’incontro tenuto con le parti interessate presso l’Ufficio del lavoro di Salerno.
L’accordo raggiunto tra il tandem di impresari casertani, Catone e Caputo, e l’ex patron dell’Hdc, Antonio Della Monica, lo scorso 27 maggio non avrà, pertanto, più validità. È stata, infatti, respinta la richiesta di prorogare il contratto di gestione dei rami aziendali fino al prossimo 31 dicembre. Ora si dovrà procedere con l’asta pubblica.
I primi sentori di una simile conclusione si erano già registrati nei giorni scorsi, allorquando era stato il Presidente del Tribunale fallimentare di Salerno, Salvatore Russo, a sbilanciarsi sull’infelice esito del caso. Ma la speranza dei sindacati era andata comunque oltre, così da richiedere il summit andato in scena ieri.
Quale sarà a questo punto la sorte dei dipendenti coinvolti? Varie sono le ipotesi, così come numerose sono le perplessità degli organi confederali circa il futuro dei circa 600 dipendenti interessati. Per quelli già assunti (400), e questa è una prima ipotesi, potrebbe aprirsi la porta della cassa integrazione per fallimento, almeno fino all’asta pubblica. L’altra, come proposto dal responsabile della Cisl, Antonio De Michelo, potrebbe consistere in una “mobilità a rotazione” tra i 400 assunti ed i 200 già in cassa integrazione, in modo da far risultare al momento dell’asta tutti i lavoratori.
Fatto sta che ieri la curatela ha dato rassicurazioni sull’apertura dei punti vendita, almeno fino all’esaurimento della merce presente in magazzino. Apertura di cui la curatela stessa dovrà prendersi cura, anche se sul punto si è registrata la reazione scettica di Franco Tavella. Il segretario generale della Cgil, infatti, non ha nascosto i suoi dubbi sulle capacità di gestione dei market da parte della curatela e sull’eventuale riassunzione dei dipendenti interessati.
E' poi arrivata un’ulteriore garanzia da parte dei curatori. All’interno del verbale Alari e Sorrentino hanno previsto l’inclusione della clausola di manodopera, escamotage grazie al quale la nuova proprietà aggiudicataria dell’asta dovrà impegnarsi a riassumere non solo i dipendenti già impiegati nei vari punti vendita, ma anche la restante parte del personale che al momento già usufruisce della cassa integrazione. Non contenti comunque per l’esito della vicenda, i sindacati hanno promesso di continuare nella battaglia, preannunciando l’intenzione di ricorrere a tutte le possibili forme di protesta.
Il Comune invita i lavoratori a costituirsi in cooperative
L’assessore al Lavoro del Comune di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Lamberti, presente all’incontro tenutosi ieri tra le Curatele fallimentari di Cavamarket e GDS, i rappresentanti della 2C e le organizzazioni sindacali, nel ribadire la propria preoccupazione per la situazione occupazionale determinata dal fallimento in questione, in accordo con il sindaco Marco Galdi, ha dichiarato:
«Proponiamo che i lavoratori si costituiscano in cooperative che gestiscano i punti vendita. In tal senso il Comune offre la propria disponibilità a supportare i medesimi lavoratori con le professionalità necessarie nell’avvio della costituzione delle cooperative e nella gestione delle attività. Sarà possibile chiedere all’INPS, ai sensi di legge, di corrispondere in un’unica soluzione l’ammortizzatore sociale, in modo da consentire agli stessi lavoratori di acquisire disponibilità economiche occorrenti per la costituzione delle cooperative e per l’avvio delle attività. Questa proposta allo stato, una volta purtroppo definitasi negativamente la gestione da parte della 2C spa dei singoli punti vendita, sembra l’unica in grado di garantire il futuro occupazionale dei lavoratori. Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale si propone di incontrare i lavoratori per approfondire la percorribilità di questa strada».
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