Tu sei qui: CronacaChiesa di San Francesco, un ‘muro' di polemiche
Inserito da Il Mattino (admin), martedì 11 giugno 2002 00:00:00
«È tutto in regola: per quel muro c'è l'autorizzazione», racconta padre Luigi, ma gli occhi non nascondono l'amarezza per una storia difficile da mandar giù. In queste ore si è sparsa la voce di una serie di esposti presentati da alcuni residenti contro il religioso da tutto conosciuto come "fra' Gigino", reo, secondo i suoi stessi concittadini, di aver fatto costruire un imponente muro davanti alla facciata della chiesa di San Francesco (nella foto in alto), in fase di ristrutturazione, senza però richiedere una regolare concessione. A far montare le proteste - si legge dagli esposti - presunti problemi logistici e di circolazione per chi vive nei dintorni. «E, invece, quel muro era necessario per poter procedere con i lavori. Ora abbiamo anche l'autorizzazione», assicura il frate. Da quando è iniziata la ristrutturazione della chiesa, arrivata dopo lunghi anni di attesa, l'ordine dei Padri Francescani sta vivendo giorni difficili. L'iniziativa intrapresa da padre Luigi (far erigere un muro per consentire l'apertura del cantiere e l'accesso alle escavatrici) non è piaciuta a molti residenti. Tra le lamentele, oltre alla deturpazione dell'ambiente, le gravi difficoltà di accesso ai fabbricati circostanti, primo fra tutti Santa Maria al Rifugio (nella foto al centro). Quanto basta per sollecitare, già nei giorni scorsi, un sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco, interessati a saggiare la presunta pericolosità della costruzione in muratura e, in particolare, il rischio di vedere ostruite alcune vie di emergenza dello stesso complesso monumentale. «Sono solo voci. In questi giorni - ribatte padre Luigi (nella foto in basso) - hanno detto di tutto, finanche che ero malato ed avevo bisogno di un trapianto». Voci sì, ma ci sarebbero anche gli esposti. «Abusi, assenza di autorizzazione? Questo muro doveva essere fatto: è la legge 626 che richiede la delimitazione dei cantieri. Nel nostro caso serve anche a pareggiare il dislivello e consentire il passaggio dell'escavatrice». Ed allora, perché non utilizzare le «classiche» lamiere? «Chi si lamenta pensa solo all'estetica e non all'utilità. Ma ormai è tutto in regola, abbiamo ottenuto l'autorizzazione». Di sopralluoghi successivi a denunce, fra' Gigino non vuol sentir parlare. Ormai è ora di pranzo e la mensa dei poveri è già piena. «Fra' Gigino - intervengono due marocchini ritrovatisi intorno al tavolo della mensa - si sta occupando di tutto da solo. Ogni sua decisione è presa per il bene della chiesa e della sua comunità». Intanto, gli operai del cantiere si fermano per la pausa mensa. Anche per loro i frati hanno preparato un piatto caldo. C'è qualcuno che accoglie l'invito di frate Agnello e c'è chi, invece, preferisce tornare a casa. Due giovani incominciano a decorare il muro della "contesa" con un murales, che raffigura immagini sacre, tentando, così, di abbellire il grigiore del cemento. Chissà se servirà a placare le voci di protesta. Fra' Gigino li saluta; ora vuole pensare solo alle celebrazioni per la festa di Sant'Antonio da Padova, che ricorre giovedì: «Si farebbe meglio a parlare dell'evento religioso e della bella processione in omaggio al Santo portoghese, nostro patrono».
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